COMMEMORAZIONE A PASSO BUOLE: discorso Presidente di Massimiliano Baroni Carissimi amici, Vi ringrazio di essere venuti fin qui per ricordare insieme e senza retorica chi novant’anni fa si sacrificò per i propri ideali. Devo ringraziare innanzitutto le associazioni e gli enti che hanno collaborato con noi a questo evento: la SAT di Ala, il Soccorso Alpino di Ala, il Zengio Lonch di S. Margherita, l’Associazione Cinque Contrade di Marani, il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e la Cassa Rurale Bassa Vallagarina; ma voglio estendere questo ringraziamento anche a tutti voi, senza citare nessuno in particolare. Siamo giunti finalmente a questo 28 maggio 2006, novant’anni dopo quegli avvenimenti che sconvolsero questa parte di fronte. Non parlerò dei fatti storici, che vi saranno illustrati in seguito da esperti ed appassionati, ma mi soffermerò sul perché e sul come bisogna ricordare questo importante avvenimento. Come associazione ci siamo chiesti se dopo 90 anni fosse giunto il momento del ricordo comune; se potevamo ricordare assieme agli austriaci quei ragazzi che qui persero la vita. Abbiamo subito capito che questo momento era arrivato. Abbiamo capito che questa celebrazione senza la rappresentanza degli austriaci diretti discendenti dei militi dell’impero d’autria – ungheria avrebbe perso di significato, non sarebbe stata segno di rispetto dei due schieramenti e di pietà per i morti che qui combatterono e morirono per le proprie patrie. Molti opuscoli ed articoli della carta stampata avevano cercato, senza mai riuscirci, di trasmettere il senso del culto dei morti di ambo le parti. Per troppo tempo autorità di ogni genere e specie, senza denigrare quelle presenti – non mi permetterei mai, sono salite qui a predicare senza sapere quello che era successo ed avvenuto. Troppe volte il ricordo è svanito in pressappochismi di parte. Io non potrò mai dimenticare i miei due bisnonni materni cavalieri di Vittorio Veneto dislocati sul Montello e sul Monte Grappa; ma non potrò mai dimenticare nemmeno i due paterni che combatterono nei Kajserjager in Galizia. E’ giunto il tempo che questo pezzo di terra meriti il rispetto di tutti:degli appassionati, dei visitatori e della popolazione. Il senso comune del ricordo è il cavallo di battaglia di Memores; è il filo rosso che lega tutte le nostre iniziative; per questo pensiamo che chi morì in guerra per i propri ideali non deve essere dimenticato e non deve essere abbandonato nell’oblio collettivo. La nostra associazione può essere riassunta in quella frase dei Frost: “Andai nel bosco e trovai due strade, io scelsi quella meno battuta..” .La storia infatti la fanno i vincitori , il detto VAE VICTIS “guai ai vinti” è di rilevante importanza; per questo noi ricercatori storici dobbiamo saper anche lasciare da parte la passione, che ci svia da quella verità che vogliamo raggiungere e scoprire per poi raccontare. Dunque saliamo qui per Ricordare sulle orme dei nostri padri che ci precedettero e sulle orme di quelle madri italiane ed austriache che qui salirono con l’anima e con lo spirito. Il secondo punto è come ricordare questi novant’anni. Tanti modi possono ricordare i novant’anni della battaglia; abbiamo scelto quello per noi più significativo e coinvolgente. Le escursioni a piedi che ci hanno portato fin qui vogliono rappresentare una sorta di pellegrinaggio sulle strade e sui sentieri che hanno visto transitare gli stessi militi. Percorsi che oggi sono stati compiuti da persone che non si conoscono ma che vengono accomunate dalla voglia di sapere e di ricordare. Noi oggi siamo venuti qui per portare un fiore su questa terra che vide cadere molta gioventù; sia per difenderla che per conquistarla. Ecco perché questo luogo deve essere riconosciuto zona sacra. E’ giunto il tempo che a questa terra venga conferito il rispetto che merita. Noi di Memores faremo il possibile perché questa zona diventi un giorno sacra, lo vogliono i vivi ma ancor di più lo desidererebbero i morti. Su questo punto, come disse il Colonnello Gualtieri, NON CEDEREMO DI UN PASSO.