COMMEMORAZIONE A PASSO BUOLE di Tiziano Bertè L’associazione storico culturale “MEMORES”, con sede in Ala (Tn), in occasione del NOVANTESIMO anniversario della BATTAGLIA DI PASSO BUOLE, organizza per domenica 28 maggio 2006 una cerimonia in ricordo dei caduti italiani ed austro-ungarici di tale evento.             La cerimonia avrà inizio alle ore 10.00 (foto 6) con l’onore alle Bandiere, seguirà la Santa Messa, officiata da un cappellano militare su di un Altare da campo della Grande Guerra, per l’occasione gentilmente prestato dal Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, per proseguire con una rievocazione tenuta dal tenente colonnello Filippo Cappellano, dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito.             Dopo il pranzo, preparato dalle associazioni “ZENGIO LONC”, di S. Margherita e “CINQUE CONTRADE”, di Marani di Ala, seguirà, da parte di Tiziano Bertè, la rievocazione della battaglia illustrando il territorio.     I PERCORSI D’ACCESSO               Ci sono diversi itinerari, consultare la cartina, per raggiungere la zona di Passo Buole (foto 5): con l’automobile, che si sconsiglia di utilizzare dato che si devono percorrere circa 14 chilometri di sterrato e con pochissima manutenzione; ed arrivare a piedi con delle facili ed istruttive passeggiate.             Con l’automobile, per chi arriva dall’autostrada A 22 uscire dal casello di Ala Avio e, appena attraversato il ponte sul canale, girare a destra. Dopo circa tre chilometri, in corrispondenza del paese di Pilcante, girare nuovamente a destra ed al vertice della leggera salita, all’incrocio, girare a sinistra. Continuando lungo la strada statale si arriva all’abitato di Marani di Ala, al secondo gruppo di case, è la parte nord dei Marani di Ala, girare a destra. Percorrendo questa stradina dopo poco si arriva ai piedi di una parete rocciosa , poco oltre, attraversato il torrente, girare a destra e proseguire lungo la strada sterrata.               Per i percorsi a piedi si seguiranno questi itinerari: a) Prabubolo – Passo Buole;            b) Zugna – Passo Buole;   A) Prabubolo-Passo Buole. Con l’automobile si arriva a Marani di Ala seguendo le indicazioni per Passo Buole. Arrivati alla strettoia sotto la parete rocciosa, dopo passato il ponte sul torrente, si prosegue, in salita, lungo la strada asfaltata fino al suo termine in località Prabubolo Alto, dove ad attendere ci saranno: la guida storica Paolo Leonardi, la guida della sezione S.A.T. e l’accompagnatore del Soccorso Alpino di Ala. Il percorso si snoderà lungo l’antica mulattiera, serviva per la monticazione estiva del bestiame, sistemata, tra il giugno e luglio 1915, dalla 310^ compagnia Genio del tenente Nicolò Gavotti, per il trasporto dei cannoni da 149  sul Monte Zugna. Attualmente, questo percorso, è un sentiero S.A.T. e porta il numero 116. Al suo inizio si trovano i segni di sistemazioni provvisorie dei soldati italiani, dopo poco i resti di una stazione di pompaggio di un acquedotto militare (foto 1), una stazione di rinvio di una teleferica e un piccolo cimitero militare. Proseguendo, dopo essere passati da un accampamento delle riserve si arriva ai resti di una costruzione, nel maggio 1916 vi era ubicato il comando del colonnello brigadiere Nicola Gualtieri. In seguito si transita nei pressi di un altro cimitero militare, era dedicato alla Brigata Sicilia, poco sotto ai resti di malga Mezzana, dove era insediato, nel maggio giugno 1916, un posto di medicazione e pronto soccorso. Il dislivello in salita è di metri 703. La partenza è fissata per le ore 7.30.   B) Malga Zugna–Passo Buole. A Malga zugna si arriva in automobile da Rovereto seguendo la strada, di sinistra Vallarsa, per Albaredo. All’inizio dell’abitato si gira a sinistra  seguendo le indicazioni per il Monte Zugna. Dopo undici chilometri di strada asfaltata si raggiunge il punto di ritrovo, nei pressi del rifugio Malga Zugna, Lungo il percorso verrete accompagnati da una guida storica, Tiziano Bertè, da una guida della sezione S.A.T. e da un componente del Soccorso Alpino di Ala. Si seguirà il sentiero S.A.T. numero 115 e si percorreranno strade militari austro-ungariche, all’inizio, ed italiane, passando vicino a resti di costruzioni austro-ungariche, caverne, postazioni  d’artiglieria, stazioni di arrivo di teleferiche, stazioni di pompaggio (foto 3 e 4) e molto altro ancora di quello che resta dell’organizzazione militare italiana. Il dislivello in salita è di metri 200 all’andata e di metri 350 per il ritorno. La partenza è fissata per le ore 7.30.   Per motivi organizzativi e di sicurezza per chi intendesse partecipare alla manifestazione usufruendo dell’opportunità di fare una comoda e istruttiva passeggiata è pregato di dare la sua disponibilità, dando le sue generalità ed il numero dei partecipanti se in gruppo, almeno entro il giorno 24 maggio 2006, ad uno dei seguenti indirizzi: posta elettronica: ascmemores@virgilio.it posta ordinaria: Sezione S.A.T. largo Vicentini N° 1 38061 Ala (TN). ALCUNE RIGHE DI STORIA               La battaglia di Passo Buole è avvenuta tra il 22 e il 31 maggio 1916 nel contesto dell’offensiva austro-ungarica, è conosciuta anche come “STRAFEXPEDITION”.             Con questa offensiva, attuata tra la Val Lagarina e la Valsugana, lo Stato Maggiore austro-ungarico si riprometteva, risalendo la Vallarsa e scendendo dalla Val d’Astico e dalla Val Posina, di sboccare nelle pianura veneta tra Schio e Thiene puntando quindi su Padova e Mestre, In questo modo si sarebbero tagliate le vie dei rifornimenti del Regio Esercito Italiano, schierato per i 4/5 lungo il fronte: carsico, isontino, carnico e dolomitico; inoltre si sarebbe creata una enorme sacca con la maggior parte delle divisioni italiane circondate.             Per tornare al territorio che ci interessa le truppe austro-ungariche dovevano occupare le Vallarsa con la protezione sulle ali, risalendo il Monte Zugna, sul versante sinistro, e il Monte Pasubio sul versante destro della Valle.             Al mattino del 15 maggio1916 inizia l’offensiva portando il giorno 17 maggio ad occupare Costa Violina, con la cattura del roveretano Damiano Chiesa che, dopo un processo sommario verrà, il 19 maggio, fucilato nella fossa del Castello del Buonconsiglio a Trento. Gli verrà concessa la Medaglia d’Oro alla Memoria. Al pomeriggio del 17 maggio causa un furioso bombardamento, preludeva un attacco massiccio, gli italiani ricevono l’autorizzazione, dal comando settore, di abbandonare la posizione di Zugna Torta e di ritirarsi sul “Trincerone”.             Questa importante posizione venne più volte attaccata ma sempre inutilmente. Nel contesto dell’offensiva austro- ungarica del maggio 1916 è stata la prima posizione a fermare gli attacchi.             Il giorno 18 maggio 1916 la linea italiana, ritiratasi nel frattempo alla stretta di Serravalle all’Adige, risaliva il costone meridionale del Monte Zugna passando per la località “Fortini”, arrivando sui roccioni che sovrastano la “Forfora”, al “Trincerone”, scendeva il versante occidentale del Monte Zugna fino a raggiungere il pause di Matassone, attraversava la Vallarsa per attestarsi al forte di Pozzacchio e risalire il versante occidentale del Monte Pasubio per arrivare sul Monte Spil, Testo e sul Col santo.             Il seguente 19 maggio è stata una giornata fondamentale per l’offensiva austro-ungarica, si sono messe la basi per la battaglia di Passo Buole. Gli attacchi austro-ungarici portarono all’occupazione del Col Santo del Monte Spil e del Testo. Occupando il Testo e lo Spil si attestarono, verso le ore 14 alla testata della mulattiera del Boale Zocchi che scende ad Anghebeni avendo quindi la possibilità, scendendo per questa mulattiera, di cadere alle spalle delle linee italiane attestate al forte di Pozzacchio. Per questo, nel pomeriggio, il generale Pasquale Oro, comandante del settore Agno-Posina, diede opportunamente, malgrado ancor oggi ci siano delle persone che criticano tale ordine, disposizioni per il ritiro delle prime linee italiane sulle posizioni di Chiesa, l’attuale Parrocchia, e di Zendri. Con questo ritiro il “Trincerone” dello Zugna venne a trovarsi per ben otto chilometri inserito, come saliente, nelle retrovie austro-ungariche.             Questo ritiro provocò il mancato appoggio dell’ala destra del settore Zugna, per ovviare a questo inconveniente si predispose che tutto il crinale che dallo Zugna  va verso Cima Selvata, Passo Buole, Cima Mezzana, Jocolle fosse presidiato, per evitare pericolose infiltrazioni, inoltre venne posizionata una batteria di cannoni da 65A dell’artiglieria da montagna lungo il frastagliato crinale con il preciso compito di controllare le sottostanti, e poco lontane, strade da dove dovevano transitare i rifornimenti ed i rincalzi austro-ungarici.             Tale batteria operò efficacemente perché le avanguardie austro-ungariche impiegarono tre giorni per portarsi a contatto delle linee italiane che sbarravano la Vallarsa e li vennero fermate. Nel frattempo numerosi e decisi furono gli attacchi contro il “Trincerone”, portati nel tentativo di sfondare e catturare tale batteria, ma furono sempre efficacemente contenuti dagli Alpini del battaglione Val d’Adige.             Per questo motivo gli austro-ungarici tentarono, risalendo i ripidi costoni, di occupare Passo Buole. Il primo bombardamento avvenne il giorno 22 maggio ed il primo, dei numerosi attacchi, avvenne il pomeriggio del giorno 23. gli attacchi si susseguirono fino al giorno 31 maggio ma sempre furono ributtati, anche se a volte con qualche affanno.             Se gli austro-ungarici avessero occupato Passo Buole avrebbero interrotto automaticamente le comunicazioni con il Monte Zugna. L’unica strada da dove passavano i rifornimenti percorre, pochi metri ad occidente e poco in basso, il versante di Passo Buole. Inoltre tale occupazione avrebbe permesso di attaccare il Monte Zugna, senza più rifornimenti, da due direzioni opposte, da nord verso sud e da sud verso nord; i due attacchi portati contemporaneamente avrebbero sicuramente causato la caduta di questa importante posizione e conseguentemente liberato il transito dei rifornimenti, nella sottostante Vallarsa, dalla fastidiosissima batteria. In questo modo si sarebbero liberate le strade della Vallarsa e, con i rifornimenti adeguati, avrebbero potuto superare le difese italiane di Parrocchia, occupare il passo Pian delle Fugazze ed eventualmente, se avessero potuto scendere verso Schio, aggirare il monte Pasubio per la strada di colle Xomo. Questi gli sviluppi, secondo il mio modo di vedere, che avrebbe potuto prendere l’offensiva austro-ungarica con l’occupazione di Passo Buole sicuramente non sarebbero scesi, gli austro- ungarici, verso Ala anche perché sul lato opposto della Val Lagarina, in zona  Piazzina, Castel Sajori e sul monte Vignola vi erano posizionate artiglierie in grado di fermare le fanterie austro-ungariche che si fossero eventualmente avviate verso tale discesa. 90° Passo Buole Foto 001 Foto 003 La stazione terza stazione di pompaggio dell’acquedotto S. Valentino-Monte Zugna di Cima Selvata Interno della stazione di pompaggio di Cima Selvata Passo Buole. L’obelisco posto dalla città di Parma il giorno 16 luglio 1922 Passo Buole. La cappella costruita dagli Alpini di Ala nel 1964 La seconda stazione di pompaggio dell’acquedotto S. Valentino-Monte Zugna sulla mulattiera Prabubolo-Passo Buole Foto 004 Foto 005 Foto 006