CIMITERO MILITARE AUSTRIACOLa CelebrazioneTrecento persone sono salite domenica 21 settembre sullo Zugna per il secondo appuntamento organizzato dall’Associazione storico culturale Memores a novant’anni dalla conclusione del primo grande conflitto mondiale.Dopo la riuscita cerimonia di giugno con la sistemazione e l’inaugurazione del cimitero militare italiano del Redentore, ancora tanta gente ha colto l’appello “per non dimenticare” ed ha affollato la piccola balza di terra fra le aspre rocce del Monte di Marco trasformata dall’esercito austro-ungarico in cimitero di guerra.Un luogo di dolore, terra sacra, quasi cancellato dalla folta vegetazione e dall’incuria dell’uomo, che “Memores”, in collaborazione con il Gruppo Storico Trentino, grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale roveretana, ha ripulito e strappato all’oblio.Così quelle balze aspre e scoscese che novant’anni fa sono state teatro di epici scontri fra soldati di due nazioni nemiche, oggi si sono trasformate in palestra della memoria e in laboratorio di pace per uomini di buona volontà, cittadini dell’Europa unita.Uomini che vogliono ricordare, che non dimenticano quanto successo, che vogliono esaltare l’esercizio della memoria per tendere la mano all’avversario di ieri e per guardare ad un futuro di pace e di collaborazione fra i popoli e le nazioni.A poche centinaia di metri da “Maria Dolens”, la grande campana della pace che ogni sera suona per i caduti di tutte le guerre, questi “luoghi della memoria” trasmettono un importante messaggio di pace e invitano a momenti di preghiera per quanti lassù hanno sacrificato gli anni più belli della gioventù e perso la propria vita.Una cerimonia partecipata, con attimi di autentica commozione, che ha visto la qualificata presenza di numerosi gruppi austriaci e italiani, dall’Alt-KaiserjägerClub di Innsbruck, ai Kaiserschutzen Bund Tirol, dal Gruppo Storico Trentino ai Figuranti della Pro Loco Fogliano – Redipuglia, dai Kaiserjäger di Ora alla Schutzen Kompanie di Maia Bassa, dall’Associazione artiglieri Ala – Avio e degli alpini di Rovereto.Di prestigio anche l’elenco delle autorità intervenute, con in testa l’Arciduca Georg Von Asburg in rappresentanza dell’ Imperial Regia Casa d’Asburgo, della senatrice austriaca Annaliste Iuncker in rappresentanza del Governo di Vienna e del Capitano del Tirolo, della dottoressa Anna Grazia Giannuzzi in rappresentanza del Commissario del Governo, del Tenente Colonnello De Ceglia del Comando Truppe Alpine Trentino – Alto Adige, di Franz Alber emerito Sindaco di Merano, del Colonnello Manfred Schullern Presidente dell’Alt-KaiserjägerClub di Innsbruck, del presidente del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, dei rappresentanti delle amministrazioni comunali di Rovereto (assessore Giuliano Vaccari) e di Ala (assessori Roberto Zendri e Matteo Tomasoni).Il tema della memoria e della pace è stato il filo conduttore dei vari interventi e dell’omelia, permeata dal messaggio francescano, di padre Gregorio che ha celebrato la Santa Messa e benedetto il piccolo cimitero e la croce realizzata con schegge di ordigni bellici.Dopo la cerimonia, in un clima di cordialità e di fraterna amicizia, tutti a tavola sotto il tendone allestito a malga Tof per un apprezzato momento conviviale organizzato con la solita e proverbiale professionalità dal gruppo Nu.Vo.La della bassa Vallagarina.I Discorsi:Massimiliano Baroni, Presidente MemoresManfred Schullern Presidente Alt-Kaiserjäger clubNovanta anni fa terminò il primo conflitto mondiale. Il lutto è testimoniato in questo cimitero campale. I trattati che seguirono divisero il Tirolo sulla linea del Brennero. Nei decenni seguenti furono chiamati molti italiani a risiedere nel Trentino – Alto Adige per costruire nuove strutture e per controllare le minoranze di lingua tedesca e ladina.L’Europa in questo periodo è cambiata più volte.Oggi vediamo questa zona implementata nell’Unione Europea. Un’ unione senza confini visibili e affermerei che è ora di eliminare i “confini mentali” di noi umani.Per più di 400 anni il Tirolo ha testimoniato d’essere capace di convivere con cittadini di lingua tedesca, italiana e ladina.E così invito tutti quelli che sono d’origine tirolese di ricordarsi e di vivere i costumi regionali vissuti dai loro antenati e di cercare il contatto con il Tirolo a nord del Brennero come è stato fatto per questa cerimonia.Invito però anche tutti quelli che hanno preso dimora nel Tirolo da allora di convivere con la popolazione, di rispettare i loro costumi e la lingua.Ringrazio tutti i presenti per essere venuti e mi auguro che la convivenza dei cittadini nella regione europea del Tirolo migliori.Le faccende vissute dai nostri nonni non si devono più ripetere. Afferriamoci per la mano e avanziamo insiemi ed in pace in futuro prospero.