ALA E GIAZZA UNITE NEL RICORDO DI DON DOMENICO MERCANTE E LEONARDO DALLASEGAA 60 anni dalla morte del sacerdote e del soldatodi Giorgio RobolMercoledì 27 aprile 2005, giorno del 60° anniversario della morte di don Domenico Mercante e di Leonardo Dallasega, le comunità di Ala (Trento) e di Giazza (Verona), si sono ritrovate sul luogo della barbara fucilazione.Presso il capitello che ricorda il sacrificio del parroco della valle di Illasi e del soldato trentino inquadrato nell’esercito tedesco, si sono date appuntamento le rispettive comunità di valle, rappresentate dai Sindaci, dalle autorità istituzionali, militari e religiose, oltre ai numerosi giovani delle scuole locali che hanno richiamato con canti, poesie e testimonianze il significato profondo della manifestazione.LA STORIAIl fatto accade il 27 aprile 1945, quando le truppe tedesche in ritirata, ma ancora pronte ad atti vendicativi e violenti, incontrano don Mercante sulla strada che da Caldiero attraverso Selva di Progno porta a Giazza.Immediatamente il sacerdote viene catturano con l’accusa di essere un sostenitore dei partigiani, molto numerosi e organizzati sulle montagne che sovrastano il paese.In realtà il parroco era andato incontro al plotone tedesco (circa 80 militari) per cercare di evitare alla propria gente possibili soprusi o attacchi armati alle abitazioni.Tra i soldati tedeschi che risalgono la valle di Illasi, c’è anche Leonardo Dallasega che poco prima, in località Paradiso, era stato a sua volta fatto prigioniero dai militari nazisti perché ritenuto disertore e traditore della patria.Insieme al gruppo, il sacerdote e il soldato percorrono l’impervio sentiero che da Giazza sale a passo Pertica e che poi prosegue in provincia di Trento fino a raggiungere l’abitato di Ronchi.Il cammino è molto lungo e faticoso e don Mercante, stremato e assetato, chiede spesso di poter bere, ma il suo calvario continua senza che egli possa avvicinarsi all’acqua, anche quando, prima a Ronchi e successivamente a Muravalle, i soldati sostano alle fontane per dissetarsi.Raggiunta Ala, dopo circa sette ore di marcia, i paracadutisti si dirigono verso San Martino, raggiungendo la località Cerè al bivio per Pilcante.La zona è piena di profonde buche scavate dalle bombe che gli alleati avevano sganciato a più riprese su Ala, con l’intento di colpire la sottostante stazione ferroviaria e tagliare così la via di fuga ai tedeschi.In una di queste buche viene fatto scendere don Domenico Mercante e proprio al soldato Leonardo Dallasega viene intimato l’ordine di uccidere il prete, sommariamente condannato alla fucilazione per aver aiutato i partigiani.Al deciso rifiuto del soldato, che non vuole macchiarsi dell’omicidio di un innocente, fa seguito la fredda esecuzione dei due comandata dall’ufficiale del plotone.I corpi sono dapprima frettolosamente sepolti sul luogo della fucilazione, poi vengono pietosamente custoditi al cimitero di Ala. Il corpo del parroco verrà poi prelevato da un gruppo di giovani di Giazza, che lo caricano su una lettiga di fortuna e a spalle, risalendo passo Pertica, lo trasportano al cimitero del paese.Nel 1956 la salma del soldato Leonardo Dallasega viene trasferita da Ala al cimitero di Merano dove tuttora riposa.E’ proprio il successore di don Domenico Mercante, il parroco don Giacomo Furlani che a Giazza avvia le prime ricerche per dare una sicura identità al soldato tedesco rimasto per tanto tempo sconosciuto.Dopo lunghe e minuziose indagini, a cui contribuiscono in maniera decisiva i contributi di Mons. Luigi Fraccari e le ricerche del Mestro Carlo Nordera, nell’anno 1985 si riesce finalmente a dare un nome preciso all’eroico soldato sacrificatosi in nome della fede e della giustizia.Leonardo nasce nell’anno 1913 a Claset, frazione del Comune di Rumo in valle di Non, che dopo la guerra farà parte del Comune di Proves.Arruolato nell’esercito italiano presta servizio come alpino durante la campagna in Eritrea. Nel 1939, dopo il suo rimpatrio, sceglie come opzione la nazionalità tedesca e nel 1941 sposa Maria Herbs di Nova Ponente dalla quale ha quattro figli.Nel 1943 è costretto ad arruolarsi “volontario” con destinazione Caldiero (Verona) ed è proprio dal centro veronese che inizia il suo ultimo viaggio nel tentativo di raggiungere la sua famiglia. Il destino lo porta ad incontrare don Domenico Mercante e insieme a lui, a soli 31 anni, finisce con un gesto eroico la sua breve esistenza.Le manifestazioni commemorativeALA-CAPITELLO S.MARTINODiversi sono stati gli appuntamenti organizzati, sia in territorio trentino che in quello veronese, per celebrare degnamente il 60° anniversario della fucilazione di don Domenico Mercante e del soldato Leonardo Dallasega.Con l’intervento dell’Associazione storica Memores di Ala e in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Ala e Selva di Progno (Giazza), i vari momenti di commemorazione sono iniziati il giorno 27 aprile 2005 con il raduno presso il capitello dedicato ai due eroi, alla presenza di un numeroso gruppo di parenti della famiglia Dallasega provenienti da Tuenno, da Spormaggiore e da Storo.I Sindaci delle rispettive Comunità, Giuliana Tomasoni - Ala e Silvano Valcasara – Selva di Progno, dopo i saluti di benvenuto, hanno brevemente sottolineato il significato profondo del fare memoria; in un contesto sociale che tende a dimenticare facilmente i profondi valori legati al mantenimento della pace e della libertà, conquistata con fatica e tanti sacrifici dalle precedenti generazioni.Lucio Campedelli, Assessore alle politiche montane della Provincia di Verona, ha voluto ricordare ai tanti ragazzi presenti alla manifestazione che tutte le persone, pur singolarmente diverse, sono in realtà profondamente uguali, unite da ideali e da sentimenti comuni come hanno testimoniato don Domenico Mercante e Leonardo Dallasega, che provenivano da esperienze e da storie diverse, ma credevano in un unico anelito di pace e di fede in Dio.Gli stessi ragazzi convenuti hanno dato il loro contributo con canzoni e testi inerenti la pace, accanto ai gruppi alpini e alle rappresentanze delle Associazioni d’Arma schierate con divise e bandiere in onore dei caduti per la libertà.Padre Celeste Cerroni di Giazza e don Giampaolo Giovannazzi parroco di Ala, hanno voluto ricordare nella preghiera conclusiva tutti i caduti delle guerre e tutti i martiri della violenza.Simpatico e fragoroso il saluto del gruppo Trombini di San Bortolo (Selva di Progno) che nel loro costume tradizionale hanno sparato tuoni a salve di pace e di fraternità.IL DOCUMENTARIO STOTICOIn due distinte serate, 29 aprile ad Ala e 3 maggio a Giazza, è stato proiettato un prezioso documentario storico che racconta la vicenda del prete e del soldato, soprattutto attraverso i vari momenti della ricerca che hanno portato alla certificazione dell’identità di Leonardo Dallasega attraverso la ricostruzione operata da Mons. Luigi Fraccari.Il filmato, realizzato dalla RAI di Bolzano intorno agli anni ’90, uscì subito dopo l’dentificazione del soldato trentino e non a caso riporta un titolo emblematico: “ Il soldato delle SS con il rosario “.Alla proiezione è seguita una relazione informativa da parte dello storico Carlo Nordera, che ha tracciato le linee operative della ricerca e le modalità d’indagine attuate per arrivare al nome di Leonardo Dallasega. Altri approfondimenti tematici sono stati poi curati dagli interventi dei giornalisti Francesco Prando e Paolo Tessadri.Molto gradita la presenza dell’Arcivescovo di Trento Mons. Luigi Bressan che, oltre a rivolgere un ringraziamento a quanti si adoperano nel riproporre il significato di questi eventi straordinari, ha rimarcato la centralità della fede cristiana che va al di là delle divisioni sociali o delle diversità etniche, perché unisce nei valori e dà speranza ai gesti della vita quotidiana.Giazza, sempre al mattino del 3 maggio, ha ricordato con una processione commemorativa la sepoltura del suo sacerdote presso il cimitero locale, dove erano presenti anche alcuni dei giovani di allora che scesi ad Ala, attraverso il ripido sentiero di passo Pertica, recuperarono e riportarono in paese la salma del parroco.AL MONUMENTO DI PASSI PERTICALa manifestazione che ha concluso le celebrazioni del 60° anniversario della morte di don Domenico Mercante e del soldato Leonardo Dallasega si è svolta al monumento di passo Pertica (m. 1507) con l’intervento di Autorità e Rappresentanze Istituzionali della Provincia di Trento e di Verona.Numerose le Associazioni culturali e storiche presenti, oltre alle varie Sezioni d’Arma che hanno reso omaggio ai due eroi vittime della violenza.Anche in questa circostanza un numeroso gruppo di parenti del soldato Leonardo Dallasega ha voluto essere presente alla cerimonia commemorativa.Helmut Kerschbamer, figlio di Maria Herbst, vedova di Dallasega, risposatasi nel dopoguerra con Angelo Kerschbamer, ha ricordato il giorno in cui arrivò alla mamma la notizia di Monsignor Fraccari sull’identità vera di Leonardo e di come lei stessa avesse sostenuto questa ricerca, parlando molto di questo suo primo marito che era riuscito a tornare a casa alcune volte prima della fine della guerra e di cui però aveva poi perduto le tracce.L’ultima lettera speditale da Caldiero (Verona) il 22 aprile del 1945, cinque giorni prima della morte, costituisce un elemento fondamentale nella ricostruzione dell’identità del soldato e tutti i parenti sottolineano con orgoglio la decisione del loro congiunto che sceglie la morte piuttosto che farsi complice dell’uccisione di un innocente.Dei due figli di Leonardo, Ewald ed Elisabeth, solo il primo è ancora vivente. Abita in Germania ed è costantemente in comunicazione con Helmut Kerschbamer che attualmente è residente a Storo.Due cognate, Raimonda e Fernanda, che mantengono stretti contatti con una sorella che vive a Toronto in Canada, abitano rispettivamente a Tuenno in valle di Non e a Sopramonte, il popoloso sobborgo di Trento.