Escursione sul Monte Zugna L'escursione si è svolta a cavallo della strada, tra la Zugna Torta ed il Rifugio Malga Zugna, costruita dall Esercito austro-ungarico tra il 1913 e il luglio 1914 quale strada di servizio del costruendo forte del Monte Zugna. Dopo il completamento dei forti degli altopiani di Folgaria e di Lavarone e dei forti della conca di Riva del Garda, l'Esercito Imperiale iniziò la costruzione di forti sul Monte Pasubio, a Pozzacchio, a Matassone, sul Monte Zugna, sul Monte Vignola e sul Monte Altissimo di Nago quale sbarramento della parte meridionale del Trentino. La dichiarazione di guerra del 28 luglio 1914 da parte dell'Austria-Ungheria alla Serbia decretò, con la mobilitazione generale, la sospenzione, che risultò definitiva, della costruzione di queste opere fortificate progettate in un modo diverso dalle precedenti. Dalla Zugna Torta, dove arriva dalla sottostante Vallarsa la prima linea austro-ungarica, lì posizionatasi verso fine giugno 1916 in conseguenza della controffensiva italiana. Abbiamo percorso, verso sud e verso l'alto, la prima linea austro-ungarica fino alle estreme sue posizioni quasi a contatto del "Trincerone" . Il "Trincerone" fu la prima posizione italiana a resistere efficacemente, il mattino del 18 maggio 1916, alle truppe d'assalto austro-ungariche che dovevano occupare tutto il crinale del Monte Zugna per proseguire quindi verso Passo Buole e il gruppo Carega quale protezione d'ala alle sottostanti strade della Vallarsa, obbiettivo primario, per poter arrivare a Schio e alla pianura veneta. Attraversata la prima linea italiana siamo transitati dai comandi di battaglione, posti di primo soccorso, cimiteri, accantonamenti. Nel pomeriggio sono state visitate postazioni dell'artiglieria d'assedio con cannoni da 149 A, dell artiglieria pesante campale con obici da 149 modello 1914, e, molto più importanti, le postazioni di una batteria dell'artiglieria da montagna che, dopo il 18 maggio 1916, era stata incaricata di operare, con i suoi cannoni da 65 modello 1911, solo ed esclusivamente contro le sottostanti, e molto vicine, strade della Vallarsa da dove dovevano transitare i rifornimenti, e le truppe, destinati ad operare verso la pianura veneta.