“UN’IMPRESA EPICA”di Elvio BonomiNel 1701 la Bassa Vallagarina, territorio di Ala, fu testimone di una storica impresa, ideata e operata da uno dei più famosi condottieri del tempo: Eugenio di Savoia.Questo personaggio appartiene di diritto alla grande Storia. Nato e cresciuto ai margini della corte di Versailles, figlio di Eugenio Maurizio del ramo Savoia di Carignano-Soisson e di Olimpia Mancini, della nobiltà romana e nipote del cardinal Mazzarino , massimo politico alla corte di Francia. Eugenio era stato destinato alla carriera ecclesiastica , ma non incline a tale status , si presentò a Luigi XIV chiedendogli un rango nell’esercito. Negatogli, si trasferì alla corte di Vienna, dove, viceversa fu inserito nell’esercito come capitano. Da qui, per meriti conseguiti sul campo,salì con una certa celerità i gradini della gerarchia, arrivando ai massimi gradi dell’impero. Famosissime le sue imprese che permisero di salvare Vienna dall’invasione ottomana, negli ultimi decenni del ’ 600. Già in Italia nel 1690 e 1693, in appoggio al duca di Savoia contro i francesi, nel 1701, nominato comandante supremo in Italia, nel contesto della guerra di Successione Spagnola, si preparò ad affrontare l’esercito francese del Catinat, che era padrone della pianura Padana e bloccava le strade che dalla Val d’Adige portavano a Brescia e Bergamo. Probabilmente l'unico busto, in Trentino A/A, raffigurante Eugenio di Savoia; posto sulla parete nord del palazzo del Podestà (Comune di Rovereto). Giunto a Rovereto nel maggio 1701, dove era stanziato un presidio avanzato austriaco, studiò attentamente come procedere con la propria armata in pianura, senza farsi ingaggiare nelle gole dell’Adige, presidiatedai francesi, per coglierli di sorpresa in aperta pianura. Si industriò così di compiere un’impresa al limite dell’impossibile: far transitare uomini e mezzi attraverso la Val Fredda sui Lessini per presentarsi poi nella piana veronese. Assoldò quanti più uomini del posto potè e li mise al lavoro, tracciando una pista transitabile da Sdruzzinà fin sulla montagna della Sega. Tutto venne fatto nella massima segretezza e ciò che pareva un’impresa impossibile, per Eugenio divenne realtà. Con il proprio esercito salì per la Val Fredda e una fonte da cui bevve, ricevette il nome di Fontana del principe Eugenio. Dove prima non esisteva alcuna strada, tra monti alti e scoscesi, passò un esercito con artiglieria e cariaggi. In seguito, questa eroica impresa, gli permise di avere in mano l’iniziativa e costringere i francesi a retrocedere, battendoli a Carpi e a Chiari.Eugenio di SavoiaProbabilmente l'unico busto, in Trentino A/A, raffigurante Eugenio di Savoia; posto sulla parete nord del palazzo del Podestà (Comune di Rovereto)