“INCONTRO DEDICATO ALLA QUESTIONE ISTRIANA”Memores 9 marzo 2007di Giorgio RoboloE' stato uno straordinario incontro, carico di emozione e di affetto, quello che venerdì 9 marzo 2007 ha richiamato presso l'Auditorium della Cassa Rurale di Ala un folto pubblico, caratterizzato soprattutto dalla sorprendente presenza di giovani e da tante persone convenute dai comuni limitrofi.Il tema della serata non era certo facile da affrontare, ma la bravura di Paolo Leonardi, Vicepresidente dell'Associazione Memores, ha contribuito non poco ad introdurre i particolari aspetti legati all'esodo delle popolazioni istriane, giuliane e dalmate.Racconti e testimonianze, di questo triste epilogo della seconda guerra mondiale, sono state presentate in un pregevole filmato realizzato dal Museo Storico di Trento e commentate dal Direttore Giuseppe Ferrandi, che ha tracciato una panoramica storiografica di quegli eventi, sottolineando le tragiche conseguenze della guerra.L'intervento di Ferrandi ha, inoltre, richiamato i presenti a leggere la " questione istriana " all'interno della complessità politica ed istituzionale che dal 1943 al 1945 ha interessato i territori italo-jugoslavi; insistendo sulla necessità di andare oltre i giudizi affrettati, oltre le ideologie o gli schieramenti politici, per affermare con forza il valore e la dignità della singola persona, al di là di ogni posizione o diversità di pensiero.Davvero toccanti le parole di Anna Maria Keller, esule e attuale Presidente dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che ha ricordato i recenti, anacronistici episodi di intolleranza accaduti anche in Trentino, contro le manifestazioni organizzate nel ricordo delle vittime trucidate nelle foibe. Una voce, quella della signora Keller, a tratti interrotta dall'emozione, che ancora si ostina a proclamare il diritto al " ricordo ", il diritto alla memoria, un richiamo a non dimenticare il passato scomodo, l'essenza vera che riabilita la storia di ogni persona e di ogni popolo.Nel filmato, nei volti di quell'esodo, nel racconto pacato e misurato delle parole, si intuiva la profondità di un messaggio da comunicare al mondo: le guerre, le sopraffazioni, le intolleranze, le violenze… negano l'affermarsi della dignità umana, non generano rispetto e libertà, non producono sviluppo, non aprono strade di crescita culturale per i giovani e trame di rapporto e di collaborazione sociale.Improvvisamente, il silenzio eloquente dell'Auditorium è stato interrotto da un fragoroso applauso… non erano necessarie altre parole, non servivano altre spiegazioni… due rose rosse donate alla signora Keller, simboleggiavano in modo chiaro che la speranza è un fiore che non muore…!