SI SCRIVE VELLUTO, SI LEGGE ROGGIA di Giorgio Robol Un folto pubblico ha risposto all'appello di Memores per approfondire i temi storici legati alla Roggia di Ala. Gremita in ogni posto la capiente sala della Cassa Rurale, sempre molto disponibile per manifestazioni culturali e sostegno per tante realtà associative, ha ospitato cittadini di età ed anche persone convenute dai Comuni vicini , per assistere al filmato e a una successiva presentazione di rari documenti inerenti l'antico manufatto. Durante l'incontro sono intervenuti con specifiche relazioni: il Presidente dell'Associazione Memores Massimiliano Baroni (nuove ricerche e programmi dell'Associazione); la dott. Corradini Elena (attività documentaristica e ruolo archivistico della Biblioteca); Giorgio Robol (la Roggia come elemento insostituibile nella storia di Ala). La roggia ha costituito per lunghi secoli il motore dell'economia cittadina, alimentando fucine e mulini, ma soprattutto filatoi e folloni per la follatura dei tessuti e della seta. E' proprio l'acqua che accompagna e anima lo sviluppo alense, l'acqua del torrente Ala, utilizzata per la fluitazione del legname, ma soprattutto la presenza della roggia, necessaria ai residenti per attingere l'acqua, lavare i panni, abbeverare gli animali e irrigare i campi. Nominata per la prima volta in documenti d’archivio del 1448, la "roza", probabilmente esisteva ancora prima del 1300, quando la necessità d’acqua per i primi insediamenti produttivi, indusse gli abitanti a realizzare il lungo canale che dalla stretta gola di San Colombano lambisce il mulino Zinelli e costeggiando via Sentaruolo raggiunge il centro abitato in contrada della Roggia (zona Caffè Commercio e sala Zendri). L'acqua del torrente era annualmente incanalata verso la bocca della roggia, che solo in epoche recenti è stata attrezzata con paratoie mobili per regolarne il deflusso e la quantità. Tali opere, soprattutto argini e ripari contro le esondazioni del torrente Ala, contribuirono ad ampliare notevolmente la struttura urbana della cittadina, che grazie al consistente utilizzo d’acqua, migliorò sensibilmente le proprie condizioni di vita, specialmente in riferimento all’igiene e all’alimentazione. In questo senso la roggia costituiva per quel tempo un’opera senza dubbio all’avanguardia a livello tecnologico, sia rispetto alle caratteristiche tecniche del progetto, sia per l’accurata realizzazione dell'opera che garantiva un'elevata percentuale d’utilizzo della risorsa idrica. La costruzione dell'imponente "zambel" all'imbocco del canale e la gigantesca struttura muraria in lato destro del torrente, che sostiene il primo tratto della roggia, testimoniano l'investimento di notevoli risorse economiche ed umane, per migliorarne la resa e aumentarne la portata. Un ulteriore ammodernamento della roggia da parte dei Zinelli, avvenuto intorno agli anni '50 (con l'allargamento del fondo e gli argini in cemento) contribuì a dotare l'impianto di turbine elettriche, azionate a caduta d'acqua, che raccolta in una enorme vasca, incrementava la forza meccanica e come conseguenza ampliava la funzionalità produttiva. Dal mulino Zinelli la roggia costeggia il prato che la porta al Tof del Piocio (Tovo del Pidocchio) e successivamente raggiunge casa Leonardi (da sempre identificata con il nome di mulim Mericam). Da questo punto il canale della roggia proseguiva in due direzioni: la prima con il canale originario che scorreva sul lato destro dell'attuale parcheggio di via Mario Soini; la seconda, invece, alimentava il lavatoio scendendo verso il Caffè Commercio. Il lavatoio, purtroppo, non esiste più ! E' negli anni '70 che l'Amministrazione Comunale di Ala, per ricavare spazi da adibire a parcheggi, decide di smantellare la struttura, altra importante fonte materiale che ha costituito una pagina indimenticabile di storia e di cultura popolare. La roggia viene così definitivamente sotterrata con grandi lastre di pietra visibili anche sulla soglia d'entrata della sala Renzo Zendri, poi scende verso il Caffè Commercio e lasciata porta dell'Acqua all'imbocco di via Teatro, devia il suo percorso proprio vicino al teatro Sartori, scendendo verso casa Zanotti (antica fucina). Fiancheggiando l'edificio dell'attuale Cassa Rurale riappare in prossimità del ristorante ex Notturno (zona detta dei Folloni) e quindi raggiunge nuovamente l'alveo del torrente Ala, prima di riversarsi nell'Adige. Giorno dopo giorno, per lunghi secoli lo stesso percorso, ritmato dal lavoro dell'uomo che la custodiva, la curava, la rispettava come elemento significativo della vita quotidiana, indispensabile come l'aria, necessaria come il pane…un richiamo per non dimenticare il passato!